Maranola

Il borgo di Maranola, protetto alle spalle dai monti e aperto all’influenza del mare, ha avuto sin dall’antichità una posizione geografica invidiabile e assolutamente strategica nel contesto del comprensorio del Lazio meridionale.
Fin da epoche remote questa posizione favorevole ha permesso all’uomo di stabilirsi nel suo territorio. Ne sono testimonianza sia i molteplici resti di mura megalitiche risalenti al periodo italico, da attribuire alle popolazioni autoctone di origine Aurunca; sia i resti di ville, cisterne e depositi di epoca romana, collocati soprattutto nel territorio sottostante il borgo degradante verso il mare a ridosso della Via Appia e parte integrante dell’antica massa del “Formianum”:
La nascita del borgo medievale, con molta probabilià risale al periodo delle invasioni barbariche in conseguenza delle quali si ebbe un progressivo spopolamento dell’antica Formia e un intensificarsi di piccoli nuclei abitati sulle colline circostanti.
Fu allora che sorsero sul territorio collinare i primi insediamenti che, sovrapponendosi al tessuto abitativo preesistente, diedero origine ai “sette villaggi” che, secondo la tradizione orale, sarebbero alla base della fondazione di Maranola.
Le fonti più antiche sulla storia del borgo risalgono alla metà del X secolo e provengono dal Codex Diplomaticus Cjetanus. In un documento del 950 viene descritta la donazione che i duchi di Gaeta, Docibile II e Giovanni II, fanno al duca Marino del patrimonio demaniale di loro pertinenza ubicato nelle località Maranola e Marana; in un altro del 1029 troviamo la prima testimonianza di un centro fortificato (castrum).
Nel 1045 Maranola, sotto il possesso della famiglia ducale di Gaeta, viene concessa a Giovanni che si intitola Conte di Maranola e diventa una contea integrata nel Ducato di Gaeta fino alla metà del XII secolo. Nel 1135,  Gaeta e le sue terre entrano a far parte del regno normanno di Sicilia e nel riassetto territoriale che ne consegue alcune contee, compresa quella di Maranola, vengono acquisite alla contea di Fondi sotto il dominio della famiglia dell’Aquila.
Aggregata di nuovo al Ducato di Gaeta con un atto di re Tancredi nel 1191, Maranola ritorna sotto il dominio dei dell’Aquila fino al 1223 quando con un atto di confisca l’imperatore Federico II  concede la contea di Fondi e con essa il territorio di Maranola a Giovanni Poli.
Nel 1268 il castello di Maranola era sotto il dominio di Andrea di Sessa. In questo periodo il borgo, per ordine di Carlo I d’Angiò, subisce un assedio  e la distruzione dell’intero abitato compreso il castello e le torri di fortificazione. In seguito a tali avvenimenti il feudo viene concesso a Francesco di Visemal che inizia la ricostruzione del borgo e del castello.
Durante la dominazione angioina  la contea di Maranola subìsce una serie di eventi catastrofici fino alla sua occupazione nel 1340 da parte d Filippo Nantolio e all’assedio del 1347 da parte di Nicolò Caetani.
Passata sotto la sfera di influenza della famiglia Caetani, alla morte di Nicolò, Maranola entrò nel possesso feudale di suo figlio Onorato I . Sotto i Castani il borgo vive un periodo di tranquillità e di prosperità. Durante il dominio di Onorato, oltre a quelle militari, vengono eseguite numerose opere civili e l’amministrazione cittadina si dota di un proprio statuto autonomo.
Dopo alterne vicende, durante le quali i Caetani sono costretti a cedere  Maranola prima a di Pietro Origlia e poi a Marino Marzano duca di Sessa, l’intero territorio passa sotto la giurisdizione di Prospero Colonna su concessione del re di Napoli Federico d’Aragona, successivamente confermata nel 1504 da Ferdinando II il Cattolico.
Con la morte di Prospero Colonna il feudo passa al figlio Vespasiano e quindi a Vespasiano Gonzaga nato dal matrimonio tra Isabella, figlia di Vespasiano, e Luigi Gonzaga
Nel 1591, alla morte di Vespasiano, la sua figlia ed erede Isabella sposa Luigi Carafa principe di Stigliano che eredita l’intero feudo.
Nel 1688, con la morte di Nicola Carafa Guzman, Maranola viene incamerata dal regio fisco e quindi venduta, nel 1690, al conte Antonio Carafa, la cui famiglia governerà fino al 1806, epoca dell’eversione della feudalità.
Successivamente, durante il periodo napoleonico il territorio di Maranola viene aggregato a quello di Castellonorato, formando un’unica compagine territoriale giurisdizionalmente posta sotto il circondario di Gaeta.
Questa unione dura fino al 1851 quando, con Regio Decreto, le due entità territoriali si separano e Maranola diventa comune autonomo. L’autonomia comunale dura circa settanta anni fino al 1928 quando, con Regio Decreto del 4 aprile 1928, i comuni di Maranola e Castellonorato vengono aggregati definitivamente al nuovo comune di Formia.
Attualmente, all’interno del comune di Formia, Maranola è una delle quattro Circoscrizioni territoriali,  con un proprio Consiglio Circoscrizionale eletto a suffragio universale e rappresentato nell’amministrazione centrale del Comune da un presidente di circoscrizione eletto nell’ambito dello stesso Consiglio.